Francavilla Fontana e Niscemi, cambio al vertice delle due associazioni antiracket della rete FAI

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Cambio al vertice di due associazioni della rete FAI. Cosimo Torino è il neo-Presidente dell'associazione FAI antiracket di Francavilla Fontana (Brindisi). Gianluca Gagliano, invece, presiede da qualche giorno l'associazione FAI antiracket di Niscemi (Caltanissetta).

Conosciamoli più da vicino.

Cosimo Torino
La sua vita in pochissime battute
"Mi ritengo un commercialista sui generis nel senso che la mission professionale che mi sono dato è stata sempre quella di far comprendere all’imprenditore che rimanere nei confini della legalità è sempre conveniente, sia per sé, sia per i propri collaboratori, sia per i propri figli e sia per l’intera collettività (sarà per questo che io per strada ho perso parecchi clienti). Insegnare Diritto ed Economia a scuola, poi, mi ha aiutato molto ad affermare anche  nella libera professione il rispetto della legge. Insegnare,  credo, sia uno dei mestieri più belli che una persona possa fare; se a questo si unisce anche il piacere di educare i ragazzi al rispetto delle regole, al rispetto della persona e/o il far valere i propri diritti è il massimo che una persona possa avere. Per tali motivi mi è risultato molto facile addentrarmi nelle dinamiche del movimento antiracket. Ma quello che mi dà più soddisfazione è riuscire  ad aiutare le vittime di tanti soprusi e ingiustizie a vincere la paura e ad ottenere il giusto riconoscimento economico",

Una nuova esperienza. Quali saranno le prima battute come presidente dell'associazione?
"É sicuramente un’esperienza stimolante e impegnativa, oltre che di responsabilità: per questo ho chiesto comunque agli amici dell’associazione, al direttivo e al presidente uscente Salvatore Incalza, che ringrazio per tutto l’impegno profuso in 10 anni di guida, di aiutarmi a far bene il mio lavoro. All’inizio ero scettico in quanto ritengo che un’associazione antiracket debba essere guidata comunque da un operatore commerciale che sta in trincea ogni giorno e che vive le  difficoltà delle piccole imprese; ma poi sono stati gli stessi amici a incoraggiarmi proprio per l’esperienza acquisita in questi anni. Ricordo che, oltre ad essere stato il responsabile della Fai della gestione amministrativa del Pon Sicurezza, ho fatto parte del Comitato di Solidarietà presso il Commissario Antiracket e in questi anni ho seguito diverse vittime. Bisogna comunque recuperare lo spirito di solidarietà iniziale, che circa 20 anni fa,  ha spinto una quindicina di imprenditori a mettersi insieme per contrastare la criminalità sulla scia di ciò che era avvenuto a Capo d’Orlando prima e San Vito dei Normanni dopo. Non solo, ma credo che debba essere intensificato il rapporto con le FFOO e rendere più visibile l’Associazione tra gli operatori commerciali, i quali devono sapere di poter fare affidamento sulla solidarietà di altri colleghi in caso di bisogno"

Qual è il contesto in cui si muove l'associazione?
"Il clima e il contesto in cui si trova l’associazione di Francavilla non è sicuramente quello di venti anni fa. Le bande di criminali, affiliati  alla SCU e non, sono state disgregate dall’egregio lavoro fatto dalla FFOO negli anni passati. È molto probabile che le estorsioni siano state sostituite da altre forme di attività criminali: a Francavilla è molto diffusa la droga tra i giovani; è molto presente il fenomeno dell’usura, ma, come noto, per tale fenomeno non se ne riesce a venire a capo. Qualche episodio di imprese che passano di mano ci potrebbe far intuire come si evolva il fenomeno dell’usura. Ma tu sai benissimo che la battaglia contro l’usura è difficile a causa della complicità della vittima. Dire quindi che è un’isola felice è alquanto difficile. Francavilla negli anni recenti, dal 2010 al 2011, è stata teatro di 7 omicidi, finora rimasti senza colpevole, che lascia intendere come esiste ancora una certa sacca di criminalità rimasta impunita. Il fatto che gli aderenti all’associazione, in questi ultimi anni, non siano stati oggetto di attenzione da parte della criminalità fa ben sperare ma ciò non deve farci abbassare la guardia. Riteniamo che comunque l’Associazione sia un presidio di legalità e una sentinella sul territorio pronta a far sentire la sua voce. Per questo lancio un appello ai cittadini e agli operatori commerciali di Francavilla a denunciare alle FFOO o all’associazione qualsiasi attività che possa far intravedere la rinascita del fenomeno criminale. Il rapporto che abbiamo con la Compagnia dei Carabinieri di Francavilla è ottimo, anche se, come dicevo prima, bisogna intensificarlo. Analogamente ottimi sono i rapporti anche con la Prefettura. Come associazione attualmente seguiamo alcune vittime, anche non di Francavilla, nell’espletamento delle pratiche di accesso al fondo. In questi anni si sono realizzate diverse iniziative con alcuni istituti scolastici e altre ne sono in programma".

Gianluca Gagliano
La sua vita in pochissime battute
Gianluca Gagliano, è uno dei soci fondatori dal 2014 dell'associazione di Niscemi. Ha già fatto parte del consiglio direttivo, poi ha avuto funzioni di vicepresidente. Da pochi giorni è effettivamente il presidente dell'associazione. Lavora nel settore armiero. Prima ha lavorato al nord Italia, poi ha deciso di ritornare in Sicilia. Ora ha una attività in proprio a Niscemi. Da sempre condiviso le battaglie per la legalità sul territorio. Sensibile alle tematiche dell'antiracket e della possibilità di convincere i colleghi commercianti a denunciare i reati subiti.

Quali saranno le prima battute come presidente dell'associazione?
Vuole cercare di promuovere e di incentivare la legalità sul territorio e convincere i colleghi a denunciare qualsiasi fenomeno illegale o reati di cui sono vittime.

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FAI - Antiracket Puglia: "Bitonto ancora una volta travolta da episodi di criminalità che certo una città in visibile rinascita non merita"

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Il FAI - Antiracket Puglia, con il Vice Presidente Nazionale  Renato de Scisciolo e la sezione di Bitonto con la Presidente Angela Castellano, esprime profonda solidarietà al Sindaco del Comune di Bitonto, dott. Abbaticchio, all'Amministrazione e ai cittadini tutti, ancora una volta travolti da episodi di criminalità che certo una Città in visibile rinascita NON merita.
Cordoglio per la famiglia della Signora Tarantino che si è vista strappare la congiunta senza un lecito motivo.
Ci uniamo a qualunque Azione risolutiva, ritenendo che nulla è perso, che non esiste solitudine ma solo la necessità di continuare con maggior forza  in una rigenerazione dal basso: se formiamo e prepariamo  i giovanissimi, risaniamo gli adulti.
FORZA Bitonto!
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Bitonto, giorni di tensione: donna uccisa in strada. La solidarietà e il cordoglio dell'associazione FAI antiracket Puglia

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Giorni di tensione e paura a Bitonto, comune in provincia di Bari. Due sparatorie in strada nelle ultime ore. Una di queste ha causato l'omicidio di una donna, Anna Rosa Tarantino, 84enne, colpita mentre era sulla strada per raggiungere la chiesa. "La sparatoria è maturata nell'ambito di un regolamento di conti fra gruppi criminali contrapposti" si legge sull'edizione di Bari de 'La Repubblica'. Ieri la visita del Ministro dell'Interno, Minniti che ha presieduto un Comitato per l'ordine e la sicurezza convocato d'urgenza a Bari.

L'associazione FAI Antiracket Puglia, il Vicepresidente Nazionale Renato de Scisciolo e la sezione di Bitonto con la Presidente Angela Castellano esprimono profonda solidarietà al Sindaco del Comune di Bitonto, all'Amministrazione e ai cittadini tutti ancora una volta travolti da episodi di criminalità che certo una città in visibile rinascita non merita.

Altresì esprimono cordoglio per la famiglia della Signora Tarantino che si è vista strappare la congiunta senza un lecito motivo. "Ci uniamo a qualunque azione risolutiva ritenendo che nulla è perso e che non esiste solitudine ma solo la necessità di continuare con maggior forza in una rigenerazione dal basso".

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Racket sull’albero di Natale in piazza

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Avrebbero tentato di estorcere denaro alla ditta incaricata dell’allestimento dell’albero di Natale nella centrale piazza del Ferrarese a Bari, chiedendo dai 2mila ai 500 euro per non bruciarlo. Con l’accusa di tentata estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso, la squadra mobile ha arrestato nella tarda serata di ieri il 30enne Antonio Manzari, soprannominato «Tonino l’impiccioso» e il 42enne Francesco Longo. I due sono attualmente in carcere mentre una terza persona, un minorenne di Bari Vecchia, è indagata in stato di libertà. I fatti contestati dalla Dda di Bari risalgono al 5 dicembre scorso, il giorno prima dell’accensione dell’Albero in piazza Ferrarese. Stando alla denuncia della vittima i tre, in momenti diversi e in giorni diversi, gli si erano avvicinati chiedendo prima 2mila euro, poi 600 euro, infine ridotti a 500, per proseguire la sua attività imprenditoriale «serenamente» ed «evitare guai».

 
 
 
 
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