Processo per usura ed estorsione ai danni di un imprenditore barese. Giunta la condanna

Una nuova vittoria per la giustizia e altresì per la Fai - Associazione Antiracket Regionale di Molfetta con una condanna per reati di usura ed  estorsione perpetrati ai danni di un artigiana barese. L'Associazione  si è costituita parte civile con l’Avv. Luca Gagliardi di Corato, davanti alla Seconda Sezione Collegiale del Tribunale di Bari. 
 
Secondo i fatti, la vittima trovandosi in difficoltà, avrebbe ricevuto dall’imputato una somma pari a 7.000 euro su cui l’aguzzino avrebbe applicato un tasso d’interesse effettivo del 121,67% di carattere usurario, oltre ad estorcere lavori edili per un valore complessivo fortemente al di sopra della cifra ricevuta in prestito.
 
All’usura e all’estorsione si aggiungono anche le minacce che la vittima ha dovuto subire, non solo di carattere verbale, ma altresì aggressioni fisiche, riportando lesioni e traumi al volto. 
Fortunatamente per la vittima, l’incubo in cui era precipitato è stato interrotto grazie alla denuncia dell’usuraio che è stato poi tratto in arresto e il 16 novembre 2017 con la condanna dell’usuraio che anche per quanto ha dimostrato la costituita parte civile è stato condannato alla pena di anni 3 e mesi 3 di reclusione con condanna di risarcimento in favore della Fai.
 
L’Associazione Regionale Antiracket di Molfetta esprime, nella persona del presidente Renato De Scisciolo, ancora una volta la propria soddisfazione per tale risultato che diventa viva testimonianza di come il lavoro dell’Associazione assieme alle istituzioni e forze dell’ordine può portare a risultati concreti nella lotta quotidiana contro il racket e l’usura.
 
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